Esserci. Vivere di sé. Ma anche più persone. Fotografare più persone: i visi le mani le schiene le rughe le bocche sono più interessanti di tutti gli oggetti. Stare di più con chi si ama. Passare sopra alle sviste, agli errori di gioventù e di inesperienza, alle parole maldestre e alle pretese sconclusionate. Cesser de croire que tout ce qu’on fait c’est à la portée de la première venue. Basta con l’ansia da prestazione. Insister sur ce qui va. Sorridere, molto. Portare vestitini colorati, a righe, a pois, a fiori e un po’ con tutte le geometrie. Piccoli passi fuori dalla comfort zone. Capitaliser sur ses succès. Telefonare a chi non sentiamo da tanto e non sappiamo perché. Apprendre a se vanter: pas "je suis la meilleure", mais "je suis contente". Se délivrer, d’ailleur, de cette obsession de "faire sympa". Ridere. Tornare analogici per un po’. Lavorare giocando, o almeno provarci. Arreter de confondre humour et autodépréciation. Se sortir de la tete que chaque conversation est un concours. Eviter la syndrome Schtroumpf à lunettes. Fare spazio alle passioni. Make the time. Camminare molto, col naso in aria: i piedi vedono, e il corpo ha sempre ragione.
Tra lezioni per il 2010 e buoni propositi per il 2011, felice anno nuovo! Grazie a Camilla, Caju e Pulce, preziosissime compagne di viaggio di December Views 2010: senza di voi sarebbe stato un inverno meno luminoso! Thanks to Hippy Urban Girl for organizing it, on her blog and on flickr.
Le frasi in corsivo, qui sopra, sono tratte da un Petit précis d’auto-promo apparso su un vecchissimo numero del mensile francese Biba nel 2001 o 2002, chissà.